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LIBIA

 

 

 

La Libia ed il suo immenso deserto e’ stato l’ultimo dei paesi del nord Africa ad aprire le porte al turismo. Un viaggio all’interno di una nazione ancora tutta da scoprire.

Con il gruppo Dimensione Avventura- www.dimensioneavventura.org -  ci imbarchiamo al porto di Genova fra una moltitudine di mezzi preparati per affrontare viaggi sahariani ed arriviamo al porto della Goullette, Tunisi, dopo circa 24 ore di navigazione.

Appena sbrigate le formalita’ doganali, ci si dirige velocemente verso sud  e dopo 500 km di asfalto siamo gia’ alla frontiera libica di Ras Ajdir unico accesso libero per consentire a noi europei di entrare nel paese di Gheddafi. Siamo accolti dai doganieri con molta  gentilezza ma purtroppo la burocrazia richiede lunghi tempi di attesa e di caos generale. Si vaga da un capannone ad un altro per vidimare il visto,  ottenere il carnet di passaggio, una targa locale da applicare sui veicoli, un tagliando d’assicurazione locale e molti altri fogli scritti solamente in arabo il cui significato e’ rimasto per noi ancora sconosciuto !  Il tutto richiede molte ore di attesa che possono variare dalle due a piu’ di otto nel caso in cui venga controllato il mezzo ed il bagaglio.

Una volta fuori ci accorgiamo subito che la segnaletica stradale e’ riportata solo in arabo e quindi anche l’individuare una localita’ su asfalto puo’ essere difficoltoso. Si sale sull’altopiano Jabal Nafusah all’altezza del piccolo villaggio di Nalut  con una ripida salita a tornanti secchi e da qui proseguiamo in direzione Darji sempre seguendo il lungo nastro d’asfalto a volte ricoperto da lingue di sabbia riportata dal vento. Darji negli ultimi anni con l’aumento del turismo ha subito una metamorfosi accattivante da renderla sempre piu’ accogliente anno dopo anno. Dopo averci fatto una doverosa sosta per rifornimenti di carburante ed acqua si parte da qui  alla volta dell’avventura dirigendo musi dei nostri 4x4 in direzione di Idri che dista circa 500 km.

La pista e’ affascinante e veloce nella prima parte dove e’ facile farsi prendere la mano ed esagerare con il gas……infatti non pochi sono gli incidenti dovuti all’esuberanza dei piloti,  crepe del terreno e sassi piu’ o meno insidiosi  sempre in agguato ! Lungo la strada incontriamo i primi segni della colonizzazione italiana tramite un cippo murario  indicante la scritta “Bir el Gazeil,” un pozzo con annesso un ex pista di atterraggio. Incontrare pozzi lungo la pista è cosa frequente ma spesso sono asciutti e quelli ancora con qualche risorsa idrica sono sorvegliati.

Si prosegue su un immenso altopiano che ha come confini solamente l’azzurro del cielo e  si ha la conferma della giusta direzione tramite l’avvistamento chilometrico di blocchi triangolari in  cemento anch’essi di provenienza dell’esercito italiano. Avvicinandosi all’oasi di Idri   si costeggia una lunga fila di dune dorate che rende obbligatoria una deviazione per la visita obbligatoria dato che non capita spesso incontrare dune cosi maestose e dal colore dorato cosi particolare. Arrivati all’oasi ci si ferma il tempo necessario per i rifornimenti e per segnalare al posto di polizia la nostra prossima destinazione ( prassi usuale ogni volta che si arriva in una localita’)  che sara’ il piccolo centro di  Awbari attraverso 150 km di grandissime dune.

Questo tratto si manifesta subito molto impegnativo dato che subito all’uscita dell’oasi ci si ritrova immersi in un mare di dune altissime e difficile da scavalcare. Non poche sono stati i tentativi per uscire solamente dal palmeto dell’oasi che delimita l’inizio del nulla ! Per compiere questi 150 km i convogli di fuoristrada impiegano circa 2/3  giorni in quanto le insabbiature sono all’ordine del giorno e le insidie si nascondono dietro ogni cresta di duna. Infatti bisogna prestare molta attenzione ai catini che si creano dietro determinate dune dato che sono praticamente delle enormi buche di sabbia da cui uscire diventa quasi impossibile. In compenso la fatica che si affronta  durante giorno viene ripagata con magnifici paesaggi, divertimento nella guida e……notti romantiche intorno al fuoco ! Solamente il percorrere questo tratto varrebbe un viaggio intero. Arrivati ad Awbari il nostro viaggio ci porta alla scoperta dei graffiti rupestri del Wadi Mattandoush situati a  circa 250 km ad ovest  attraverso un deserto sassoso e piatto, all’interno di un letto  fiume ormai asciutto. Si raggiunge il sito in una giornata e una volta arrivati rimaniamo stupefatti per la bellezza ed enormita’ dei graffiti su rocce cotte e spaccate dal sole nel corso dei millenni, raffiguranti coccodrilli, giraffe, leoni ed elefanti.

Fa un certo effetto pensare che in questi luoghi cosi’ desolati ed aridi un tempo la natura fosse verdeggiante e rigogliosa. Dopo una  escursione piedi nella zona e le foto d’obbligo per un sito cosi suggestivo, riprendiamo il nostro viaggio in direzione di Jerma. Qui inizia una singolare pista che serpeggiando fra dune piu’ o meno alte conduce dopo circa cinquanta km ad un’altra meraviglia della natura: il lago di Mandara. Questo piccolo specchio d’acqua puo’ sembrare il classico miraggio del deserto infatti e’ incredibile come possa esistere questo piccolo paradiso nel bel mezzo di un mare di sabbia. Proprio per questa sua situazione strategica il lago era fonte di vita per un piccolissimo villaggio che era dislocato attorno alle sue rive ma oggi ormai completamente abbandonato e cadente in rovina.

A pochissimi chilometri da Mandara si puo’ visitare  un altro piccolissimo lago denominato Un El Ma    le cui rive sono ricche di verdi e fresche palme. Altri laghi piu’ o meno conosciuti sono dislocati nel raggio di qualche decina di chilometri tanto che per visitarne la maggior parte servono diversi giorni di viaggio avventuroso fra dune ed enormi palteau sabbiosi. Guide esperte della zona sono disponibili presso il campeggio nella localita’ di Jerma, ai piedi delle dune. In quest’oasi principale e’ possibile anche visitare la parte antica del suo primordiale insediamento dato che in passato e’ stata considerata la capitale del popolo dei Garamanti, i progenitori della nobile famiglia dei Tuareg.

Da qui seguendo l’asfalto per 250 km arriviamo a Timssah   ultimo avamposto prima del grande salto nel deserto orientale per visitare il magnifico cratere del vulcano Wan Ham Amus. Fatti i rifornimenti di rito si inizia a guidare su una pista sabbiosa e molto molle che imbriglia tutti i cavalli dei motori rallentando di molto la marcia e provocando numerose insabbiature. Si incontrano lungo la pista principale relitti di camion e bilici militari che piu’ avanti hanno creato uno strategico avamposto di controllo, passato il quale la pista diventa molto dura e caratterizzata da un forte tole ondule’ creata dal continuo traffico dei suddetti veicoli militari. Avanzare diventa una sofferenza per uomini e mezzi ma alla vista del vulcano si dimentica subito lo stress subito.

Lo scenario e’ semplicemente magnifico. Il cratere e’ enorme formato da sabbia mista a lapilli lavici dando alla zona un’aspetto lunare. Al suo interno si possono ammirare 3 minuscoli laghetti con colori differenti, della vegetazione intorno e resti di piccole capanne essendo stato, il vulcano, punto di riferimento per le carovane che un tempo attraversavano la zona. Una visita all’interno del cratere e’ d’obbligo ma si capisce subito l’origine del suo nome… Wan Am Hamus tradotto vuol dire “cratere delle zanzare” ! A questo punto dopo avere toccato il punto piu’ a sud del nostro viaggio, viriamo di 180° e risaliamo verso la capitale del sud libico: Sebbha. Ci arriviamo dopo giorni di navigazione fuoripista attraverso altipiani sassosi ed enormi vallate seguendo antiche vie carovaniere e lunghissimi oued, ossia letti di fiume in secca che all’occorrenza diventano le uniche vie percorribili per superare colline e montagne.

Durante la traversata abbiamo anche l’onore di incontrare una carovana formata da venti dromedari che trasportavano merce per conto di un locale   Sebbha e’ un grande centro nevralgico per il sud libico  ma con un’architettura molto trascurata e squallida. Alloggiamo presso l’unico albergo decente in quanto meno disastrato degli altri ma in linea con lo standard locale ! Entriamo in possesso di una stanza all’ultimo piano del palazzo… ma peccato che l’ascensore e’ fuori uso cosi’ come tutti gli altri servizi ! Dedichiamo mezza giornata alla visita della citta’ e poi caricati i bagagli ci dirigiamo in direzione nord verso Tripoli. Arrivati nella capitale constatiamo con piacere che alcune via riportano ancora i nomi italiani come per esempio la piazza principale chiamata “Piazza Roma” e come alla richiesta di informazioni gli anziani ci rispondono nella nostra lingua.

 D’obbligo e’ una visita alla medina situata al centro della citta’ dove e’ quasi  impossibile trattare il prezzo d’acquisto della merce. Vicino si puo’ anche  visitare un bellissimo Museo ricco di reperti archeologici. Altra tappa importante da non saltare sulla via del ritorno e’ l’escursione ad uno dei piu’ grandi siti romani della zona: Leptis Magna. Questo sito era l’antica capitale della Tripolitania fondata dai Fenici ma poi conquistata dai Romani. Di grande interesse archeologico la citta’ si erge su una collina proprio a ridosso della costa offrendo a chi la visita  un meraviglioso panorama. Questa visita archeologia e’ da abbinare anche a quella di un altro sito di notevole interesse: il teatro greco di Sabratha anch’esso splendidamente conservato. Un centinaio di km ci dividono ormai dal confine tunisino ed arriviamo di nuovo alla dogana di venti giorni prima dove ci attendono di nuovo lunghe ore di fila per la riconsegna delle targhe veicoli e verifica documenti. Il nostro viaggio in questo meraviglioso paese si e’ ormai concluso e gia’ nei nostri pensieri si fanno largo gli spunti  per una nuova avventura in terra libica. Questo viaggio nella “nostra antica colonia” rimarra’ indelebile nei nostri ricordi con le sue immagini, i suoi grandiosi scenari di natura, con i mille colori della sabbia e con tante altre piccole sensazioni  che possono essere comprese solamente vivendole personalmente nel corso del viaggio.

Per qualsiasi richiesta di informazione, il contatto è :

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Guida alla LIBIA


Esclusa per anni dai circuiti turistici, la Libia offre al viaggiatore curioso un paese "vergine", ricco di attrattive archeologiche e di paesaggi incontaminati. Gli amanti del deserto potranno percorrere una delle regioni più affascinanti del Sahara che conserva le memorie di un passato remoto ricco di suggestioni: migliaia di pitture costituiscono una dei più grandi musei a cielo aperto del mondo mentre tutt'intorno rocce erose dal tempo ed enormi dune di sabbia dorata ci avvolgono nel caldo abbraccio dell'Africa.

Geografia e territorio

Il territorio libico, chiuso entro confini rettilinei politici ma non morfologici, confina a N con il Mar Mediterraneo (900 km), a O con Algeria e Tunisia, a S con il Ciad e il Niger, a S-E con il Sudan e a E con l'Egitto. Il Paese è in gran parte occupato dal Sahara. Sabbioso o ghiaioso a est (deserto Calanscio), arido e roccioso a sud- ovest (Murzuk e Ubari), desertico nel Fezzan, solo lungo la costa mediterranea presenta rilievi collinari (Jebel Akhdar) e brevi, fertili pianure (pianura di Jefara). All'estremo sud si innalzano i monti Tibesti (3000 m) e l'altopiano del Tassili (1000 m). In Libia non vi sono fiumi permanenti, ma solamente uadi a carattere stagionale. All'interno compaiono alcune oasi: quelle di Kufra e di Sebha sono le maggiori.

Popolazione

La maggioranza della popolazione è arabo-berbera, discendente cioè dalla primitiva popolazione berbera linguisticamente arabizzata. Altri elementi etnici sono i Cologli (frutto di incroci tra donne indigene e giannizzeri turchi), gli Ebrei e gli Africani sub-sahariani. A sud, soprattutto nei dintorni di Ghat, risiedono vaste comunità di Tuareg.

A causa della conformazione del territorio, la popolazione si concentra lungo il più ospitale litorale mediterraneo: nelle città della costa, soprattutto a Tripoli e Bengasi, risiede il 90% degli abitanti la metà dei quali ha meno di 15 anni. Considerando che la Libia ha un incremento annuo del 3-4%, la popolazione dovrebbe attua lmente ammontare a circa 5.500.000 abitanti.

Clima

Il clima è aridissimo, caratterizzato da forti escursioni termiche, venti caldi e secchi che soffiano dal deserto e rare piogge invernali lungo la costa (max 100 mm alla fine di dicembre). L'estate è molto calda: lungo il litorale, dove il tasso di umidità può essere molto alto, si raggiungono i 30° C mentre a sud si può arrivare anche a 50° C. Nel deserto l'escursione termica tra il giorno e la notte è sempre notevole.

In inverno le medie diurne sono di 20°-25° C di massima e le notturne di di 5°-6° C di minima con punte di 0° C in dicembre e gennaio. In inverno il clima è comunque più fresco, decisamente più freddo lungo la costa dove la piovosità ha i massimi (100 mm) alla fine di dicembre. In primavera soffia il ghibli, un vento caldo e secco proveniente dal deserto che può alzare sensibilmente la temperatura.

Ora

Il Libia vi è un'ora in più rispetto all'Italia (quando in Italia sono le 12 in Libia sono le 13), nessuna quando in Italia è in vigore l'ora legale.

Lingua

La lingua ufficiale è l'arabo. Nei rapporti internazionali è utilizzato l'inglese mentre al sud e nelle regioni desertiche è facile trovare chi parla francese; parte della popolazione anziana comprende ancora l'italiano. Alcuni gruppi berberi usano il loro dialetto e i Tuareg parlano arabo e tifinagh.

Religione

Predominano in maniera assoluta i musulmani sunniti (97%) mentre i Berberi sono in parte hibaditi, appartenenti cioè a una setta musulmana eretica unico ramo sopravvissuto dell'eresia kharigita. Piccole comunità di cattolici, soprattutto nella capitale (50.000), minoranze esigue di copti, anglicani, unionisiti e protestanti.

Storia

In epoca storica, intorno al 1000 a. C., i Fenici sbarcarono sulle coste libiche fondando Sabratha, Oea (Tripoli), Leptis Magna, Macomades-Euphranta e Charax. Più tardi, nel 630 a.C., giunsero i Greci che fondarono Cirene e altre città nella regione che prese il nome di Cirenaica ed ebbe un fiorente sviluppo fino all'arrivo dei Romani a seguito della distruzione di Cartagine. Durante la Dominazione romana la regione prosperò e si svilupparono centri periferici come Leptis Magna, città che darà a Roma addirittura un imperatore, Settimio Severo (193 d.C.).

Invasa dai Vandali e più tardi soggetta al dominio bizantino, nel VII sec. anche Tripoli fu conquistata dai musulmani. Fonte di arricchimento furono le attività illecite dei pirati che per secoli furono il terrore delle navi europee che navigavano nel Mediterraneo e che scomparvero definitivamente solo nel 1830. Retto da una serie di sovrani che non favorirono un'effettiva coesione politica e nazionale, il Paese raggiunse una parvenza di autonomia nel 1711 quando Ahmed Karamanli fondò una dinastia che durò fino al 1835.

Nel 1911, dopo una breve guerra, la Libia passò sotto la dominazione dell'Italia. Si proclamò Stato indipendente nel 1951: al trono salì re Idris, sovrano senusso della Cirenaica. Nel 1969, con un colpo di stato militare, l'anziano re fu deposto e al potere andò il colonnello Muammar Gheddafi, che ribattezzò il Paese "Jamahirija libico del popolo socialista" configurandolo sempre più come polo nevralgico di un panarabismo radicale.

 

Costituzione

La Libia è una Repubblica socialista popolare . Nel Paese vige un sistema di governo popolare diretto, istituito dopo la riforma costituzionale del 1977, i cui organismi culminano nel Congresso Generale del Popolo e in un Segretariato generale composto da 5 membri e presieduto dal Capo dello Stato che però , formalmente, non esiste. Gheddafi, che in precedenza ricoprì la carica di presidente, adottò poi il titolo di Capo della Rivoluzione; di fatto Gheddafi detiene le reali leve del potere da più di 25 anni.

Situazione politica

Le posizioni politiche del colonnello Gheddafi, se da un lato ottennero consensi, dall'altro suscitarono opposizione anche tra i regimi arabi. Attualmente la Libia cerca di uscire da una situazione di isolamento provocata dall'embargo ordinato dall'ONU dopo l'abbattimento di un aereo americano nei cieli di Lockerbie (1992). Nonostante questa situazione abbia provocato grossi problemi interni, Gheddafi gode nel Paese ancora di ampio favore, soprattutto fra i giovani.

Nell'aprile 1999 l'embargo aereo imposto dagli Stati Uniti contro la Libia è stato revocato e ciò ha permesso una ripresa dei rapporti del Paese con i Paesi occidentali. Gheddafi, dal canto suo, cerca ora di cancellare l'immagine di un leader nazionalista e terrorista partendo anche da piccole cose: non più Colonnello, non più Rais (Capo) ma semplicemente al-Qaid, una Guida che vuole un Paese pacificato. Il futuro politico della Libia dipende dalla capacità che egli avrà di por fine agli effetti delle sanzioni e di equilibrare il malcontento esistente sia tra i militari che nel mondo del lavoro.

Economia

L'attuale prosperità del Paese, poverissimo per secoli ma attualmente con il reddito pro-capite più alto dell'Africa, è legata alla scoperta nel dopoguerra, ad opera di compagnie petrolifere straniere, dei ricchi giacimenti di petrolio della Cirenaica e della Sirtica. Il petrolio rappresenta il 90% delle entrate statali e le riserve accertate ammontano a 180 miliardi di barili, il che significa che fino al 2085 la Libia potrà contare su una ricchezza petrolifera ininterrotta (ma alcuni ritengono che queste cifre siano sottostimate).

All'industria petrolifera è legata la riorganizzazione portuale delle principali città costiere e dei porti mediterranei di Es Sidra, Ras Lanuf e Marsa Brega. Altre risorse estrattive sono quelle del sale e della soda nel Fezzan e soprattutto del gas metano, i cui giacimenti potrebbero durare per alcune generazioni.

Primo partner commerciale della Libia è l'Italia verso cui converge il 41% delle esportazioni libiche. Improduttivo per il 94% del totale, il suolo libico produce orzo, frumento, agrumi, olivi, datteri, tabacco, uva, pomodori; l'allevamento è affidato essenzialmente ai nomadi. Vengono incoraggiati l'industria mentre il turismo, affidato ad Aicha Gheddafi, figlia del Presidente, è in costante crescita.

Festival e tradizioni popolari

Festività nazionali sono il 2 marzo (fondazione della Jamahiriya), 11 giugno (anniversario dell'evacuazione della base militare americana di Wheelus Field), 1 settembre (Giornata della Rivoluzione : a Tripoli, parate, bande musicali e compagnie folcloristiche) e 26 ottobre (Giornata del lutto: si ferma ogni attività, non funzionano i telefoni pubblici e i traghetti, chiudono le frontiere). In ottobre si tiene il Festival della raccolta dei datteri a Ghadames mentre a Capodanno festival tuareg a Ghat (30, 31 dicembre e 1 gennaio). Interessante è anche la Festa del Qasr che si tiene a Kabaw ad aprile. Vengono osservate tutte le festività islamiche quali il Capodanno, la vigilia e la fine del Ramadan, il Giorno della nascita del profeta Maometto. Esse

Quando andare

I mesi invernali sono i migliori per compiere un viaggio nel deserto: la temperatura è accettabile durante il giorno anche se la notte scende notevolmente, il cielo è terso. Da metà marzo a metà giugno e da metà settembre a metà dicembre l'aria è meno tersa ma la visita delle zone costiere è senz'altro più piacevole. Nel Sahara, nei mesi primaverili (marzo-aprile), soffia il ghibli che può essere veramente insopportabile. Raramente però una tempesta di sabbia dura più di un giorno e la cosa migliore da fare in questo caso è rifugiarsi in macchina sia per mangiare che per dormire, aspettando che passi.

 

 

 

Burocrazia e visti

Una premessa è d'obbligo: la Libia sta costruendo giorno dopo giorno la propria politica turistica e quindi le regole burocratiche

possono cambiare, senza preavviso, da un giorno all'altro.

Per entrare in Libia occorre il passaporto valido per un periodo non inferiore a sei mesi dalla data di uscita dal Paese e privo del visto israeliano. Il costo del visto è di 60 euro e si ottiene, in 15-20 gg., riempiendo un apposito formulario e allegandovi due fotografie e il passaporto; la domanda va inoltrata al Consolato di Libia di Milano, Roma o Palermo unitamente ad un invito di un'agenzia turistica libica (vengono ritenute agenzie valide solo quelle ufficialmente registrate; non è quindi più valida la possibilità di farsi rilasciare la lettera d'invito da un qualsiasi cittadino libico). Ultimamente è richiesto che compaia sul passaporto anche il nome dell'agenzia garante: in sua mancanza può darsi non succeda nulla , ma per legge si dovrebbe essere espulsi dal Paese. Il visto è valido 45 gg. dalla data del rilascio, se si intende prolungarlo bisogna rivolgersi al jawwazat (ufficio permessi) di Tripoli allegandovi 2 foto. Talvolta viene richiesto, per la concessione del visto, un certificato comprovante la sieronegatività al virus dell'AIDS (soprattutto ai lavoratori stranieri e ai visitatori a lunga permanenza).

Se arrivate in Libia con un'automobile privata le pratiche di frontiera sono abbastanza complesse: all'ingresso dovete compilare un formulario in arabo per timbrare il passaporto e successivamente, allo sportello bancario, dovete cambiare 55 USD. Lasciata momentaneamente l'auto al parcheggio di frontiera sarà quindi necessario compilare un altro formulario (chiedete la copia tradotta in italiano) e richiedere il Carnet de passage (costo 55 USD oppure 51,65 euro). Per richiedere l'Assicurazione Libica (attenzione: questa Assicurazione non copre alcun tipo di danni, quindi fatene una in Italia valida per la Libia!!) dovrete subito dopo recarvi all'ufficio dell'assicurazione con passaporto e dinari cambiati in banca + relativa ricevuta; da ultimo dovete farvi registrare dalla Polizia.

Attualmente non è permesso l'ingresso a turisti solitari in motocicletta mentre non vi è alcun problema per gruppi di motociclisti con auto al seguito.

N.B.: al momento del vostro passaggio alla frontiera deve attendervi un agente d'agenzia viaggi locale o un tour operator locale altrimenti non vi permetteranno di entrare e questo anche se avete il visto e la lettera d'invito. Inoltre un consiglio sempre valido: durante le pratiche di frontiera non dimostrate mai impazienza e non alzate mai la voce.

Telefono

Per telefonare dall'Italia in Libia bisogna comporre lo 00218 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero dell'abbonato. Per chiamare l'Italia dalla Libia bisogna comporre le 0039 seguito dal numero dell'abbonato.

Vaccinazioni

Per entrare in Libia non è obbligatoria alcuna vaccinazione ; è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla solo per i viaggiatori provenienti da zone infette.

Da mettere in valigia

Abiti in cotone, una maglia pesante e una giacca a vento per la sera nei mesi invernali, prodotti per l'igiene personale (sapone, shampoo, dentifricio, carta igienica sono difficili da reperire), cappello e occhiali da sole; se decidete di visitare il deserto, eventuale tenda con picchetti da sabbia, sacco a pelo, abbigliamento pesante per la notte (calzamaglia, una tuta, berretto di lana), scarpe robuste e sandali, borraccia, farmacia da viaggio (oltre ai medicinali di base, collirio, pastiglie per depurare l'acqua, pastiglie di destrosio e di sale, crema idratante e contro le scottature), scatolame, torcia elettrica e pile di ricambio, coltellino multiuso, pellicole, sacco di plastica antisabbia per la macchina fotografica. Si consiglia di usare uno zaino o un borsone morbido, le valigie rigide sono del tutto inadatte. Portate almeno 3 fototessera soprattutto se viaggiate in maniera indipendente: possono rivelarsi utilissime nel caso dobbiate richiedere permessi vari.

Elettricità

La corrente è a 220 volt quasi ovunque e vengono usate prese rotonde o quadrate a doppio o triplo ingresso. La presenza talvolta di prese di tipo americano consigliano di portare con sè un adattatore.

Quanto stare

Se si decide di visitare le colonie greche della Cirenaica, Tripoli, Sabratha e Leptis Magna in Tripolitania 8 gg. sono sufficienti; possono diventare 10 con l'escursione a Ghadames, oasi nel deserto libico e centro di cultura berbera. Lungo le piste del deserto libico sono possibili diversi itinerari che richiedono da un minimo di 5 gg. fino a 15 gg. e più a seconda della difficoltà e della lunghezza del percorso. 4-5 gg. sono necessari per vedere la zona del Tadrart Akakus, 7-8 gg. se si intende visitare anche la regione delle incisioni rupestri del Mathendush.

Tasse di ingresso e di imbarco

Il timbro di registrazione per i turisti che va apposto entro 7 gg. dall'ingresso in Libia (non si può richiedere alla frontiera) costa 5 DL a persona. Il costo complessivo per entrare in Libia via terra con la propria auto è di 100 euro. Non vi sono da pagare tasse di uscita dal Paese.

Cosa vedere e cosa fare

Tripoli è il punto di partenza per la visita del Paese; da non perdere l'interessante Museo che consente un primo approccio con la storia della Libia e una passeggiata attraverso la città vecchia e il souk fino all'Arco di Marco Aurelio. Da Tripoli a Leptis Magna, in origine emporio fenicio e poi ricca città romana di cui restano grandiose rovine, l'Arco di Settimio Severo che qui nacque, le Terme, il Foro imperiale, il Teatro.

Oltre Misurata e Bengasi Qsar Lybia la cui solitaria basilica bizantina aveva un pavimento musivo con l'unica rappresentazione del Faro di Alessandria e poi Apollonia e Cyrene ricca di grandiose testimonianze greche. Da qui una nuova strada panoramica scende fino a Tolemaide ai cui piedi si stendono le più belle spiagge della Libia. Tornati a Tripoli si può fare tappa a Sabratha, città romana il cui splendido Anfiteatro rivela un periodo di grande potenza e poi iniziare la discesa verso Nalut, antico villaggio berbero, e Ghadames, città dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, posta all'incrocio di antiche strade e piste carovaniere.

Ancora più a sud, in direzione di Ghat, per entrare nel parco naturale dell'Akakus (obbligatoria una guida con regolare permesso). Nell'angusto canyon dell' oued Techouinet si scoprono antichissime pitture e graffiti rupestri poi, traversando l'erg Uan Kasa, si raggiungono le dune rosate dell'erg di Murzuq. Da qui in avanti è tutta una scoperta: centinaia di graffiti rupestri raccontano di antichi popoli e di un mondo oggi completamente scomparso.

Risalendo si raggiunge la valle dell'Ajal e la strada che porta ad una serie di laghi (Mahfan, Umm­el ma, Gabr'aoum) una volta abitati dai Daudà, popolazione paleonegritica. Da Guerma che altro non era che l'antica Garama, capitale dei misteriosi Garamanti che dominarono vaste zone del Sahara per più di un millennio, la risalita verso il nord e verso Tripoli è ormai quasi completata.

Dormire

Gli alberghi tendono a raggrupparsi in due opposte categorie: quelli di lusso e quelli molto economici (max 220 DL in quelli governativi, min 8 DL, doppia media 30-60 DL con prima colazione); in entrambi il servizio e la manutenzione sono alquanto discutibili se non inesistenti. Da tenere presente che i migliori alberghi sono sempre a rischio di requisizione da parte del governo libico per ospitare eventuali delegazioni in visita ufficiale.

Numerosi gli ostelli della gioventù, semplici ma abbastanza ben tenuti, che spesso costituiscono l'unica possibilità di alloggio in zone più fuori mano (costo 5-6 dinari a notte; Associazione italiana Alberghi per la gioventù, via Cavour 44, Roma, tel. 06­4871152 oppure info all'Ostello centrale di Tripoli, Sharia Amr ibn al-As, tel. 21-45171). Il campeggio libero è possibile l'arco naturale di Tin Ghalega in Acacus praticamente ovunque anche se è sempre consigliabile chiedere prima il permesso.

 

Mangiare

La cucina libica è decisamente semplice: minestre (chorba) a base di carne e verdure, couscous, riso, pollo o montone serviti con verdure bollite o insalata. Lungo la costa è possibile mangiare buon pesce. Come bevande, spremute di frutta o acqua minerale mentre gli alcolici sono proibiti (esiste una birra senza alcol). Il numero dei ristoranti è in continua crescita, sono economici e di buona qualità soprattutto nelle città più turistiche (pasto medio 8-15 DL); è sempre possibile mangiare qualcosa nei piccoli caffè che servono bibite e spuntini a prezzi veramente economici.

A Tripoli i ristoranti chiudono tra le 22 e le 22.30 ed è quindi buona norma non arrivare dopo le 20.30; più tardi è possibile trovare aperto solo qualche fast food. Nelle località minori è necessari affidarsi al proprio fiuto non potendo contare su uno standard qualitativo costante.

Durante le escursioni nel deserto è necessario essere autosufficienti dal punto di vista alimentare; le principali organizzazioni turistiche affiancano agli autisti dei cuochi in grado di preparare una cucina semplice e appetitosa. Nel sud-est, nei negozi si trovano bibite e alimenti in scatola di importazione mentre nei mercati è possibile acquistare sia frutta che verdura. Il pane è sempre ottimo, costa pochissimo e, se conservato correttamente, può durare anche una settimana.

Posta e telefono

L'ufficio postale centrale di Tripoli si trova in Maidan al-Jazayir, vicino all'antica cattedrale. Spedire una lettera in Europa costa 350 dh ma spesso i ritardi di consegna sono molto forti. Nelle città principali esiste un servizio di fermoposta

Il codice telefonico internazionale per la Libia è 00218 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero dell'abbonato. Per telefonare inItalia dalla Libia comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato. Non si può telefonare dalle cabine pubbliche, è necessario sempre chiamare tramite operatore: basta dargli un bigliettino con scritto il numero che volete chiamare e attendere la linea.

E' possibile che venga richiesto un documento di identità. E' bene armarsi di pazienza perché avere la linea può essere una vera impresa; in particolare, è difficile telefonare dal sud-est del Paese e, in occasione di forte vento o di tempeste di sabbia, è praticamente impossibile riuscire a comunicare.

I telefoni cellulari GSM sono operativi solo nella zona di Tripoli e delle maggiori città.

Moneta, carta di credito e cambio

La moneta della Libia è il dinaro libico (DL) che vale 0,61 euro (1 euro = 1,64 DL; 1 USD = 1,36 DL). Sebbene negli anni passati il cambio al mercato nero fosse molto più conveniente di quello ufficiale attualmente le cose non stanno più così. Conviene pertanto portare con sè gli Euro, facilmente convertibili presso le banche (aperte dal sabato al gioved con orario 8-14) e spendibili direttamente anche nei negozi più frequentati dai turisti. Alcuni commercianti si rifiutano perfino di accettare dollari americani in quanto il cambio è molto sfavorevole. Le carte di credito internazionali sono utilizzabili solo negli hotel principali presso i quali si può anche cambiare quando le banche sono chiuse.

 

Spostarsi

La rete stradale è ottima ma indicazioni stradali, limiti di velocità, informazioni turistiche e commerciali sono esclusivamente in arabo. Se si viaggia su auto propria, nell'area doganale bisogna stipulare la locale assicurazione, richiedere il Carnet de Passage dell'Automobil Club libico e la targa provvisoria previo pagamento di una cauzione (vedi Burocrazia e visti). E' sufficiente la patente di guida italiana con la traduzione in arabo dei dati contenuti. Le stazioni di rrovano in tutte le città e restano aperte ininterrottamente.

Sanità

E' necessaria particolare cura igienica durante tutta la permanenza: depurare l'acqua o bere acqua imbottigliata al fine di evitare spiacevoli diarree, non mangiare verdura cruda, sbucciare la frutta. Le strutture ospedaliere locali sono spesso molto distanti dagli standard occidentali e mancano le ambulanze; per le situazioni meno gravi sono affidabili i medici locali. A seguito della recente sospensione dell'embargo aereo risulta più semplice un'eventuale evacuazione medica per la quale resta comunque indispensabile la stipula di una buona assicurazione medica privata. I medicinali non sono facilmente reperibili.

Sicurezza

Tripoli può considerarsi abbastanza tranquilla anche se sono stati segnalati casi di furto e violenza. Sono in aumento le aggressioni agli stranieri nonché i furti di auto per cui è prudente viaggiare in gruppo ed evitare di sostare o campeggiare in luoghi isolati. Per questo motivo il governo libico attualmente impone la presenza di un poliziotto turistico al seguito.

Alcune zone del sud sono da evitare in quanto minate altre, come le zone di frontiera verso il Ciad e il Sudan, sono da evitare perchè a rischio. Il possesso e l'uso di droghe e di alcolici nonché critiche al sistema politico e religioso vigente sono punite con pene detentive severe; la polizia solitamente non avverte le rappresentanze diplomatiche dell'arresto di stranieri.

E' possibile imbattersi in sentimenti di ostilità nei confronti degli italiani, ex colonizzatori. E' vietato introdurre ma teriale pornografico; a questo proposito fare attenzione perché spesso vengono considerati tali anche i nostri settimanalcon donne nude o servizi di biancheria intima.

 

Comportamenti La Libia è un paese musulmano e quindi è bene prestare attenzione all'abbigliamento (evitare vesArial Rounded MT Boldscollati e succinti per le donne, gli uomini farebbero meglio ad indossare pantaloni lunghi e ad evitare le canottiere): questo vale anche se ci si trova in pieno deserto dove è sempre possibile un incontro con gente locale o con militari che svolgono funzioni di controllo.

Le manifestazioni di affetto tra uomini e donne, anche sposati, sono disapprovate. Durante il Ramadan è bene non mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne. Ricordate inoltre che non si mangia, non ci si serve nè si saluta con la mano sinistra.

Chiedere sempre il permesso prima di fotografare qualcuno, soprattutto le donne, e non fotografare potenziali obiettivi strategici.

Nel deserto libico è importante sapere che esiste una norma di comportamento fondamentale : chi nota delle persone o un automezzo qualsiasi è obbligato a dirigersi verso di loro anche in assenza di qualsiasi tipo di segnale. Attenetevi quindi a questa norma e non cercate di eluderla perchè un tale comportamento potrebbe essere male interpretato soprattutto nel caso in cui il veicolo incrociato risultasse appartenere a qualche pattuglia in giro per controlli.

Il deserto è un luogo meraviglioso e tale deve restare: evitate quindi di inquinarlo con i resti dei vostri bivacchi. Bruciate tutto quello che si puo’ (tipo carta e plastica) mentre portarsi dietro il resto dei rifiuti (metallo, vetro) per poterlo scaricare al primo villaggio che s’incontrerà.

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