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TUNISIA

   CAPODANNO NEL SAHARA

 

 

 

             Erano mesi che pensavamo di andare in vacanza a dicembre, inizialmente  il pensiero includeva la caravan ma subito abbandonata per motivi di prenotazione nave ...... allora che fare ? Rinunciare al viaggio in  Tunisia ? Neanche per sogno…… Da tempo conoscevamo il sito di Dimensione Avventura -  www.dimensioneavventura.org - un’Associazione romana che accomuna in tutta Italia gli appassionati dei viaggi avventura in 4x4, moto, trekking & camper, che programma itinerari abbastanza diversi dal solito: pochi alberghi, percorsi fuori dalle normali rotte turistiche e soprattutto tanta sabbia e natura, con  notti da trascorrere nel deserto !

Decidiamo subito che era arrivata l’ora per fare  la prima esperienza fuoristradistica  con il nostro Mitsubishi 4x4 L200…  per una volta la nostra fidata roulotte e il nostro inseparabile cane Teo potevano anche rimanere a casa ! Passiamo giorni a preparare tutta l’attrezzatura indispensabile per il viaggio e l'emozione per questa avventura era cosi alta che non abbiamo dato la giusta importanza al Natale che intanto sopraggiungeva…..noi con la mente eravamo gia’ in Tunisia.

Arriviamo al porto di Genova lunedì 27 dicembre, verso le 14. L'incontro con tutto i nostri compagni di viaggio è scioccante ed eccitante nello stesso tempo. Tutti quei fuoristrada preparati per affrontare le insidie del Sahara incutono timore e curiosità nello stesso tempo, praticamente sembra di essere alla partenza del mitico Rally africano Parigi-Dakar….ma i protagonisti questa volta siamo noi  !

Dimensione Avventura aveva organizzato due gruppi per altrettanti viaggi in Libia e Tunisia e quindi ora ci ritroviamo a viaggiare insieme almeno fino a dopodomani……divertimento e baldoria sicuramente non mancheranno.  La traversata via mare e’ buona ed arriviamo al al porto di Tunisi in perfetto orario alle 17.30 del 28 dicembre. Le pratiche doganali ci tengono in fila un paio d’ore ma subito dopo eccoci a scorazzare per le vie di Tunisi, in un traffico caotico di auto, biciclette e carretti tirati da asini.  Arriviamo nel centro di Tunisi dove e’ prenotato il nostro albergo il quale notiamo subito avere una caratteristica non proprio usuale….. e’ leggermente pendente da una parte, come tutti gli edifici dello stesso quartiere, e camminare all’interno di esso produce  una strana e leggera sensazione….di ebbrezza !!! Ancora siamo un po' frastornati da quest'inizio viaggio perché non ci conosciamo ancora, ci si guarda con timidezza ma devo dire che i nostri Capigruppo, Maurizio e Giuseppe, trasmettono sempre sicurezza ed allegria.

Il giorno seguente, 29 dicembre, subito fuori Tunisi i due gruppi di viaggio si separano, ognuno diretto verso la sua meta, noi verso il sud della Tunisia, destinazione Douz mentre gli altri verso Ghadames (Libia).  Siamo in 12 fuoristrada con 3 moto e dobbiamo percorrere circa 500 Km quindi ci aspetta una giornata molto lunga attraverso gran parte della Tunisia. A pranzo ci fermiamo in uno dei moltissimi minilocali dove cucinano degli ottimi piatti a base di carne di pecora. Rimaniamo piacevolmente colpiti dalla bontà di questa carne cotta sulla griglia, con contorno di salsa di peperoni ed harissa, altra saletta ma a base di peperoncino ed olio. Man mano che scendiamo verso Douz, il verde della zona nord lascia il posto a sempre più vaste brulle distese di terra e sassi. Si iniziano a vedere dei lunghi filari di enormi cactus usati per delineare perimetri di case e campi…….per chi ama mangiare i loro frutti qui e’ il paradiso ! Si incontrano case ricoperte di rossissimi peperoni lasciati sui muri ad essiccare al sole.  E’ quasi sera quando arriviamo a Douz, la porta del deserto, e ci dirigiamo subito presso il Desert Club, ottimo Campeggio gestito da un nostro connazionale. Ceniamo  tutti insieme in un caratteristico ristorante che conosce il nostro Capogruppo, sotto una tenda Berbera dove ci servono un favoloso Cous Cous Royale e tante altri sfiziosi piatti a base di carne e verdure…..degno epilogo di una giornata passata alla guida !

La mattina del 30 dicembre, facciamo una visita al mercato dell’oasi dove non ci lasciamo sfuggire l’occasione per acquistare souvenir e provviste di frutta  fresca per le prossime tappe nel deserto che ci attendono…..l’avventura inizia ! Dopo aver raggiunto l'oasi di Sabria, 30 km a est da Douz, ed usciti fuori dal suo piccolo palmeto, ecco dinnanzi a noi stagliarsi un meravigliosa quanto inquietante visuale………..un mare di dune che per giorni dovremmo superare con i nostri mezzi ! Maurizio, il nostro "comandante", ci da le varie istruzioni per cercare di sfuggire alla terribile morsa della sabbia e poi subito via verso l’ignoto, direzione 180° esatti ! Il primo giorno di navigazione e guida nel deserto è stato veramente duro, indimenticabile per chi e’ alla prima esperienza, ed a fine tappa ci accorgiamo che i chilometri percorsi sono circa una ventina ma gli  insabbiamenti subiti molti di piu’ ! Facciamo campo verso le 16.30, prima che faccia buio. Ognuno di noi subito di adopera per preparare il proprio giaciglio per trascorrere la notte  mentre Maurizio inizia a cucinare un primo piatto caldo per tutti…..dato che la temperatura si sta abbassando velocemente. Per trascorrere qualche ora tutti insieme dopo cena, accendiamo un grande falò ed ecco subito uscire dai vari mezzi tutta una serie di grappe e vinelli che sicuramente contribuiranno a scaldare gli animi….ed i corpi ! Questa si che e ‘ vita ! Totale km 50

La mattina seguente, 31 dicembre, partiamo sempre in direzione sud ed arriviamo presso il pozzo El Bidhane, punto di riferimento per i nomadi che vivono nel deserto circostante. Ne approfittiamo per sciacquarci un po’ visto che di giorno la temperatura sale. Facciamo dopo una brusca deviazione verso est, in direzione della mitica collina di Timbain che ha la caratteristica di ereggersi nel mare di dune del Grande Erg Orientale. Tutto questo ci affascina e ci sentiamo sempre più  ammaliati dalla bellezza del Sahara. Si alternano tratti di dune ad altri di pista dura, passando per avamposti militari e pozzi d’acqua. Oggi montiamo il campo un po’ prima di ieri perché dobbiamo organizzare la cena di  Capodanno ! Tutto si prepara meticolosamente e Maurizio riesce a preparare un ottimo riso e  piselli, cotechino con lenticchie, stuzzichini vari ma soprattutto panettone,vino e spumante a volontà ……ma siamo nel deserto o in albergo !! Il morale e’  alle stelle anche se le ore di guida stancano parecchio noi “cittadini” e quindi ecco che nel gruppo c’e’ qualcuno che non riesce  ad arrivare alla fatidica mezzanotte ! Ma cosa importa …..siamo nel deserto, coperti da un manto di stelle  che nelle nostre  città e’ praticamente inimmaginabile ….e  questo gia’ ci  appaga. Comunque da buoni italiani non sono mancati  i fuochi d'artificio ed ecco uscire dal bagagliaio dell’Iveco 4x4 del capogruppo addirittura dei razzi di segnalazione nautica datati 1978 …..li vogliamo provare se ancora funzionano…..e subito otteniamo una magnifica e degna atmosfera per i festeggiamenti del nuovo anno che sta arrivando !  Totale km 90

La mattina del 1 gennaio, ci svegliamo coperti da uno strato di ghiaccio, il termometro segna –3 e fuori e’ tutto bianco….anche le dune….fantastico Sahara  !! Arriviamo verso l’ora di pranzo ai piedi della collina di Timbain, e dopo una "scalata" alla roccia, il panorama che si puo’ ammirare in cima e’ inquietante....ci si guarda intorno a 360° e si vede, a perdita d’occhio, un vero e proprio mare di dune con un cielo azzurro intenso. Riprendiamo il cammino e superiamo vari cordoni di dune, tra zig zag e salti avanziamo con passo molto piu’ spedito dei giorni precedenti. Tra un insabbiamento e l'altro ne approfittiamo per raccogliere la legna per il fuoco serale e per cucinare il pane sotto la sabbia visto che le nostre scorte sono ormai finite. Verso l’imbrunire e orami quasi arrivati alla meta, un nostro compagno di viaggio in moto, Alessandro, rompe purtroppo il motore del suo KTM  e nello sconforto generale Maurizio decide di caricare la moto sul camion e proseguire prima che diventi notte. Il morale per questa "tragedia" scende al minimo....Alessandro è distrutto....ma il viaggio deve continuare. Arriviamo verso le 19.00 nella minuscola oasi di Ksar Ghilane dove trascorriamo la notte in una tipica tenda berbera. La temperatura della notte precedente ci ha congelati e dormire nella nostra Air Camping sopra la  macchina ci spaventa un po’ ! Meglio coprirci con numerose coperte Tunisine! Totale km 120

La mattina dopo, 2 gennaio,  notiamo che nell'oasi c'è una laghetto d'acqua calda con temperatura intorno ai 30°, ideale per ottimo bagno rilassante. Dopodiché visitiamo gli affascinanti resti di un fortino romano a qualche km di distanza, immerso nelle dune dell’Erg. Partiamo verso l’ora di pranzo per il nostro ennesimo “full immersion” tra le dune, riempiendo prima i serbatoi e taniche di carburante ad un distributore manuale: il carburante, infatti,  viene estratto dai barili con l'aiuto di una pompa a mano…..qui nell’oasi  il tempo si e’ praticamente fermato ! La nostra meta è il pozzo di Bir Mida ma la pista si rivela subito molto tecnica ed impegnativa per i mezzi. Ci fermiamo per fare campo dopo aver percorso solamente 10 km fra le dune…..siamo sfiniti ed affamati. Anche questa sera cuciniamo il pane sotto la sabbia per tutti, ottimo anche se ogni tanto fra i denti si avverte la presenza di qualche granello di sabbia……ma praticamente nessuno ci fa ormai caso dato che ormai  siamo tutti coperti da un velo di sabbia ocre ! Totale km 70

Il giorno dopo, 3 gennaio, smontiamo il campo presto e subito iniziamo a procedere lentamente fra le dune, in un dolce zig zag, aprendoci la strada con la pale e piastre antisabbia. Arriviamo finalmente al pozzo di Bir Mida, nostro giro di boa dopodiché puntiamo i nostri mezzi in direzione di Ksar Ghilane per chiudere il percorso ad anello. Ma inaspettatamente il percorso e’ cambiato con gli ultimi venti autunnali e le dune ci sbarrano la strada in modo diverso……praticamente ci troviamo ad affrontarle dalla parte sbagliata, ossia sottovento. Qualcuno prova insidiosi passaggi alternativi ma ad un certo punto Paolo “Range” (soprannominato per il modello di 4x4 che aveva)  nell’affrontare una duna con troppa velocità  si ribalta su un fianco, per via di una buca nascosta ……il gelo cala sul gruppo. Accorriamo subito in suo aiuto ed appena constatato che nessuno si era fatto male, scattano le risate di sfogo e le foto di rito!!! Riportiamo l’auto dritta tirando di lato con una serie di cinte e con l’aiuto di un altro 4x4. mentre nel frattempo il piccolo Samuele (la nostra mascotte di 4 anni) si diverte a rotolarsi giù dalle alte  dune ! Chiudiamo il tour tornando a Khar Ghilane dove trascorriamo  l'ultima notte nel deserto. Cena e balli tunisini intorno al fuoco rallegrano la serata. Totale km 100

Purtroppo e' ora di riprendere la direzione verso nord, 4 gennaio, ed ecco allora lasciarci velocemente alle spalle gli ultimi 90 km della pipeline, ossia la pista parallela alle condutture di olio e gas che arrivano dal sud del paese. Riguadagnato l’asfalto, arriviamo per pranzo all’oasi di montagna di Matmata dove visitiamo le sue caratteristiche abitazioni troglodite,  scavate a mano nel terreno  e profonde diversi metri…..dove il caldo non arriva ! Prima di sera si arriva a Sfax, importante città industriale della Tunisia, con la sua cittadella fortificata degna di accurata visita. Totale km 250

Il 5 gennaio, lasciamo Sfax alla volta di El Djem, cittadina famosa per il suo anfiteatro romano del III secolo,  il più grande d'Africa e perfettamente conservato. Visita d’obbligo al suo interno con le ovvie battute dei nostri compagni di viaggio romani che fanno paragoni con il “loro” Colosseo……..notiamo che nonostante il rientro a casa il morale e’ sempre alto ! Ormai siamo al termine e prima di sera arriviamo a Tunisi, con il suo traffico caotico ed i suoi carretti. Trascorriamo la serata passeggiando per il viale principale della capitale. Totale km 200

Il giorno dopo, 6 gennaio, nelle primissime ore della mattina ci resta giusto il tempo di visitare la Medina e poi tutti  al porto dove ci aspetta la nave che ci riporterà a casa.  Mentre si e’ in fila per l’imbarco, gia’ si ripensa al viaggio e si ricorda con piacere l’affiatamento instauratosi con gli altri compagni ....le risate sono state tante come i ricordi che già invadevano la nostra testa !

Ci lasciamo con la promessa di rivederci al più presto, magari in occasione di un nuovo viaggio oppure a casa di qualcuno in giro per l’Italia e nel frattempo, con la scusa di guardare le foto di viaggio sul sito  di Dimensione Avventura www.dimensioneavventura.org, sogniamo nuovi itinerari e nuove avventure  ideati  dai nostri amici Maurizio e Giuseppe.

Per qualsiasi richiesta di informazione, il contatto è :

info@dimensioneavventura.org  

Guida alla TUNISIA

Tunisia, un piccolo stato a nord del continente africano, ma con alle spalle una grande storia, tracciata da tutte le civiltà che l’hanno attraversata, Fenici, Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi, consentono al viaggiatore che vi si reca, di avere numerosi spunti d'interesse da scoprire all’interno dei suoi confini. Anche se oggi le spiagge sono l’attrattiva di maggior richiamo turistico, il paese ha molte cose da offrire, a cominciare dai siti archeologici risalenti a 2500 anni fa, ma è anche la porta di ingresso verso il deserto del Sahara con i suoi stupendi paesaggi e l’occasione per conoscere le usanze della cultura maghrebina, anche grazie all’ospitalità del suo popolo. Inoltre la stabilità politica nazionale la rende un luogo facile da attraversare, con efficienti servizi e senza rischi per quanto riguarda la sicurezza personale.

 

 Tunisia in cifre

Capitale

Tunisi

Superficie

163.610 kmq

Abitanti

9.593.402 (luglio 2000)

Abitanti capitale

1.500.000

Densità di popolazione

58 ab./kmq

Religione

Mussulmana con minoranze di cattolici ed ebrei

Geografia e territorio

La morfologia è assai varia; la sezione settentrionale è attraversata da vari allineamenti montuosi, che fanno parte del gran sistema dell’Atlante, anche se qui le vette sono meno aspre che in Marocco o in Algeria. Abbiamo poi una vasta fascia di depressione centrale che si estende nelle fertili pianure dell’altopiano del Tela e nella Valle della Medjerda l’unico corso d’acqua del paese, ed è questo il luogo dove si è sviluppata l’agricoltura.

Infine verso sud dopo bassi rilievi che vanno dai 200 ai 400 metri intervallati da depressioni dove sono situati alcuni laghi salati inizia il settore sahariano. Il deserto mostra qui tutti i suoi tre triplici aspetti: roccioso, ciottoloso e sabbioso in particolare nella sezione occidentale occupata dalle dune del Grande Erg Orientale. La sezione costiera è formata da 1150 km di coste articolate, che partendo da nord si estendono per tutta la parte orientale del paese, fronteggiata da raggruppamenti di isole in cui spicca anche per importanza turistica l’isola di Djerba.

Popolazione

Nove milioni di abitanti, per lo più Arabo-Berberi 98%, il rimanente sono ebrei o europei, la Tunisia ha un tasso di incremento annuo pari al 2,5%. Giovanissima quindi la popolazione che per metà ha meno di 15 anni. Con un tasso di alfabetizzazione buono per un paese africano, la media è attorno al 67%. Furono di origini berbere i primi abitanti del territorio, anche se le numerose ondate migratorie hanno portato origini fenicie, ebree, romane, vandale ed arabe. La densità di popolazione è parecchio diversa dalle città, dove si registrano anche 2000 abitanti per kmq, alle zone desertiche del sud con meno di 10 abitanti per kmq.

Clima

Il clima è di tipo meditteraneo a nord, con estati calde da maggio a settembre, e inverni freddi e piovosi da ottobre ad aprile. Gennaio rimane comunque il mese più freddo con temperature che non superano i nove gradi. Nelle regioni del sud abbiamo un clima semi desertico, con piogge rarissime ed i mesi più caldi quelli compresi tra maggio ed agosto.

 

Fuso orario e ora locale

La Tunisia si trova nello stesso fuso orario dell’Italia; in vigore da maggio a settembre l’ora legale

Lingua

L’arabo è la lingua ufficiale, ma il francese grazie all’insegnamento scolastico e particolarmente diffuso anche nei luoghi meno turistici.

Religione

La religione ufficiale di stato è l’Islam, ma vive all’interno del paese anche una piccola comunità ebraica soprattutto a Tunisi e sull’Isola di Djerba, così come sono presenti circa 20.000 cristiani. Il popolo tunisino è comunque molto aperto e tollerante verso i non islamici. Uno dei momenti più suggestivi, durante un soggiorno in Tunisia è la chiamata per la preghiera che risuona per le strade, di cui quella di mezzogiorno del venerdì è considerata la più importante.

 

Feste e manifestazioni

Il calendario islamico (o Hjira) è di ben 11 giorni più corto rispetto al calendario gregoriano (occidentale), pertanto le feste nazionali e le festività cadono con 11 giorni di anticipo rispetto all'anno precedente. Per i prossimi anni, Ras as-Sana, la festa islamica del nuovo anno, cadrà in aprile. Tra giugno e luglio, invece, si celebra il compleanno del profeta Maometto con il Moulid an-Nabi. Queste feste prevedono parate lungo le strade della città con luci, feste, rullare di tamburi e dolci caratteristici. Il Ramadan viene festeggiato durante il nono mese del calendario islamico (attualmente in dicembre) e commemora il mese in cui il Corano fu rivelato a Maometto. In segno di rispetto, il fedele non ingerisce né cibo né acqua fino a dopo il tramonto. Al termine del Ramadan ('Eid al-Fitr), il periodo del digiuno lascia il posto alle feste.
'Eid al-Adha è il periodo del pellegrinaggio alla Mecca, il viaggio che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita. Le strade sono addobbate con luci colorate e i bambini giocano vestiti con l'abito della festa. In ogni paese, viene osservato il rituale del Mahmal, durante il quale i pellegrini di passaggio ricevono tappeti e coperte da portare con sé durante il viaggio. Il rituale si svolge nel mese di marzo.
Nei mesi di luglio e agosto si svolgono le principali festività laiche. L'evento più importante del calendario di Tunisi è il Festival internazionale di Cartagine, che ravviva questi mesi con musica, danza e rappresentazioni teatrali presso il teatro romano restaurato di Cartagine. Il Festival internazionale di musica sinfonica di El-Jem si svolge nel mese di luglio, mentre il Festival di Dougga, dedicato al teatro classico, si tiene nei mesi di luglio ed agosto, a Dougga naturalmente. Nel mese di ottobre degli anni dispari, quando l'afa estiva è ormai un ricordo, Cartagine ospita il Festival internazionale del cinema di Cartagine (incentrato soprattutto sul cinema africano e del Medio Oriente).
Feste nazionali
1° gennaio - Capodanno
20 marzo - Festa dell'indipendenza
21 marzo - Festa della gioventù
9 aprile - Festa dei martiri
1° maggio - Festa del lavoro
25 luglio - Festa della repubblica
3 agosto - Festa nazionale
13 agosto - Festa della donna
15 ottobre - Festa della liberazione

Storia

Nonostante la Tunisia sia lo stato più piccolo dell'Africa settentrionale, la sua posizione strategica le ha assicurato una storia ricca di avvenimenti. I fenici, i romani, i vandali, i bizantini, gli arabi, gli ottomani e i francesi sono approdati tutti in questa regione. I primi in assoluto a mettervi piede furono probabilmente gli Homo erectus che si trovarono ad attraversarne il territorio alcune centinaia di migliaia di anni fa durante il loro viaggio attraverso il Sahara dall'Africa orientale all'Africa nordoccidentale. Si pensa che a quel tempo il deserto arido di oggi fosse ricoperto di foresta, boscaglia e savana, un ambiente molto simile alle piane del Kenya e della Tanzania di oggi. La prima vera testimonianza di un insediamento umano è stata scoperta nella parte meridionale del paese presso la città d'oasi di Kebili e può essere fatta risalire a circa 200.000 anni fa.
I fenici si stabilirono per la prima volta in Tunisia presso Utica nel 1100 a.C., facendone uno scalo sulla strada tra la loro città-madre di Tiro (oggi in Libano) e la Spagna. Proseguirono stabilendo una serie di porti lungo la costa nordafricana, i più importanti dei quali sono Hadrumètum (Sousse), Hippo Diarrhytus (Bizerte) e, naturalmente, Cartagine, principale nemica di Roma. Cartagine, capitale del mondo fenicio occidentale dal VII secolo a.C., divenne la principale potenza del Mediterraneo occidentale all'inizio del V secolo a.C. Il dominio della città durò fino alle guerre puniche tra Roma e Cartagine, che iniziarono nel 263 a.C. e si conclusero nel 146 a.C. con Cartagine completamente rasa al suolo e i suoi abitanti venduti come schiavi.
Il territorio tunisino passò quindi nelle mani di Roma. L'imperatore Giulio Cesare fondò nuovamente Cartagine come città romana nel 44 a.C., dichiarandola capitale dell'Africa Proconsularis, ovvero dei possedimenti africani di Roma. L'agricoltura acquisì un'importanza fondamentale, tanto che nel I secolo d.C., le pianure di grano della Tunisia fornivano più del 60% del fabbisogno dell'intero impero. I romani fondarono numerose città e colonie lungo le pianure e la costa della Tunisia; oggi, queste rappresentano la principale attrattiva turistica della Tunisia.
All'inizio del V secolo, quando ormai la potenza di Roma aveva raggiunto il declino completo, i vandali decisero che era giunto il loro momento. Nello spazio di 10 anni, presero Cartagine, ne fecero la capitale e diedero vita all'attività che più li rese famosi, il vandalismo. Le loro politiche di sfruttamento attirarono loro l'odio della popolazione berbera che cominciò a fondare piccoli regni e ad attaccare gli insediamenti vandali. I bizantini di Costantinopoli, che strapparono il territorio di mano ai Vandali nel 533 e ne mantennero il controllo per i successivi 150 anni, non si comportarono meglio.
L'Islam fece la sua comparsa nel VII secolo, quando gli eserciti arabi si spinsero fuori dai confini dell'Arabia alla conquista dell'Egitto. All'inizio dell'VIII secolo, gli arabi avevano già conquistato l'intera Africa settentrionale e, con Kairouan come capitale, la regione era diventata una provincia del crescente impero islamico controllato dai califfi di Damasco.
I berberi seguirono l'insegnamento religioso islamico, ma non poterono accettare il duro trattamento ricevuto dagli arabi. Le loro insurrezioni continuarono fino al 909, quando i fatimidi, alleandosi alle tribù berbere insoddisfatte, riuscirono a riappropriarsi dei territori dell'Africa settentrionale e a fondare una nuova capitale a Mahdia, sulla costa. Ma questa unità non era destinata a durare a lungo. Quando alcuni gruppi tornarono a congiungersi alla principale corrente sunnita, le tribù cominciarono a combattere l'una contro l'altra e il Nord Africa iniziò una lenta decadenza.
Nuovi conflitti si svilupparono verso la metà del XVI secolo, quando il Nord Africa si trovò coinvolto nella rivalità tra la Spagna e l'impero ottomano. Tunisi passò dalle mani di un popolo all'altro una mezza dozzina di volte nell'arco di 50 anni prima della conquista turca nel 1574, con la quale divenne parte del territorio ottomano. Il dominio ottomano durò fino al XIX secolo, quando la Francia divenne la nuova potenza del Mediterraneo occidentale e Tunisi fu sottoposta a crescenti pressioni per conformarsi ai modi di vita europei.
Nel 1881, i francesi inviarono 30.000 soldati in Tunisia col pretesto di vigilare il confine con l'Algeria e impedire possibili scorrerie di frontiera nel paese da loro occupato. In poco tempo, occuparono Tunisi, costrinsero il bey a cedere loro i propri poteri e, a poco a poco, si appropriarono delle migliori terre della Tunisia. La capitolazione della Francia nella seconda guerra mondiale diede l'opportunità al movimento nazionalista tunisino di organizzare la propria campagna per l'indipendenza: Habib Bourguiba si propose di portare la Tunisia al centro della scena internazionale. Agli inizi degli anni '50, i francesi erano già disposti a negoziare.
La Tunisia acquistò formalmente la propria indipendenza il 20 marzo 1956, con Bourguiba come primo ministro. L'anno successivo fu proclamata la repubblica e Bourguiba ne divenne il primo presidente, intraprendendo un programma di vaste riforme in ambito politico e sociale. Bourguiba vedeva l'Islam come forza contrapposta al processo evolutivo del paese e decise pertanto di ridurne il ruolo nella società allontanando i leader religiosi dalle loro tradizionali aree di influenza, come l'istruzione e la legge. I tribunali della shari'a (legge del corano) vennero aboliti, e le terre che avevano finanziato moschee e istituzioni religiose vennero confiscate.
La presidenza di Bourguiba durò fino al 1987, quando, dopo anni di impegno volto a combattere il partito islamico, venne tradito dal suo stesso ministro degli interni, Zine el Abidine Ben Ali che, approfittando delle tensioni tra i cittadini islamici, lo fece dichiarare mentalmente instabile e lo costrinse a 'ritirarsi' in un palazzo fuori Monastir.
Ben Ali si diede subito da fare per tranquillizzare l'opposizione islamica, recandosi in pellegrinaggio alla Mecca e ordinando il rispetto del digiuno durante il Ramadan. Il suo partito si insediò saldamente al governo. Oggi i principali partiti di opposizione sono emarginati e la censura è un fatto comune. Nelle elezioni svoltesi nell'ottobre del 1999, Ben Ali riportò la vittoria con il 99,44% dei suffragi - un numero troppo grande per essere vero. La morte di Bourguiba nell'aprile 2000 ha prodotto manifestazioni di malcontento e aperto dissenso contro il regime di Ben Ali, e da allora la gente ha ripreso, dopo tanto tempo, a esprimere apertamente delle critiche contro il potere, contro la censura, la mancata libertà di stampa, la corruzione politica e a difendere la democrazia e i diritti umani.
Nel maggio 2002 un referendum ha sancito la riforma costituzionale richiesta dal presidente che rafforza la relazione tra potere esecutivo e potere legislativo, adotta il sistema elettorale a due turni, crea la Camera dei consiglieri, che viene così affiancata alla Camera dei deputati. Essa permette al presidente di concorrere per altri due mandati, mentre secondo la Costituzione precedente Ben Ali non avrebbe potuto ricandidarsi alla fine del terzo mandato, nel 2004.

Cultura

Nonostante i berberi siano stati i primi abitanti della Tunisia, le ondate di immigrazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli hanno visto l'arrivo nel paese di fenici, ebrei, romani, vandali e arabi. Durante il XVII secolo, la Tunisia ha registrato un enorme afflusso di musulmani spagnoli e il mix etnico che la caratterizza da sempre si è venuto a poco a poco arricchendo delle influenze di questi e di altri popoli, tra i quali i turchi ottomani.
L'Islam è la religione di stato. Nonostante si stia registrando un forte ritorno alla religione, particolarmente tra giovani e disoccupati, il paese rimane sostanzialmente liberale. Una piccola comunità ebraica è attiva in Tunisia e nell'isola di Jerba mentre il numero di cattolici si aggira intorno ai 20.000.
Grazie soprattutto al forte impegno dell'ex presidente socialista laico Habib Bourguiba, la condizione della donna in Tunisia è migliore rispetto a qualsiasi altro paese del mondo islamico, o almeno così appare agli occhi occidentali. Bourguiba vietò la poligamia, pose fine al divorzio per semplice ripudio e impose limiti alla tradizione di combinare i matrimoni, stabilendo l'età minima per il matrimonio a 17 anni per le donne e dando loro il diritto di rifiutare eventuali proposte. La sua descrizione del velo come di un 'odioso straccio' ha portato alla graduale diminuzione del suo uso.
Le vecchie tradizioni sono comunque dure a morire e pertanto si consiglia alle donne di coprire la parte superiore delle braccia e le spalle e di indossare gonne lunghe o pantaloni. I pantaloncini corti indossati dagli uomini vengono considerati al pari di un capo di biancheria intima e possono talvolta suscitare indignazione. Le dimostrazioni pubbliche di affetto non sono viste di buon occhio nella maggior parte del paese.
Il paese, oggi, è praticamente bilingue: l'arabo è la lingua ufficiale, ma quasi tutti parlano almeno un po' di francese. Il francese era la lingua dell'istruzione nei primi anni del governo di Bourguiba ed è tuttora insegnato nelle scuole a partire dai sei anni. Anche l'inglese e il tedesco vengono insegnati a scuola, ma è raro sentire parlare queste lingue al di fuori delle principali aree turistiche. La lingua berbera, il chelha, è parlata unicamente nei villaggi isolati.
Gli hammam (bagni pubblici) costituiscono uno dei punti focali della vita tunisina, così come nel resto dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente, e non sono considerati solamente come un luogo per la pulizia ma anche come un luogo per rilassarsi e socializzare. Ogni città ha almeno un hammam, con aree separate per gli uomini e per le donne, a volte addirittura in edifici distinti. Gli uomini non hanno bisogno di portare nulla con sé, viene loro fornito un 'fouta' (asciugamano di cotone) che dovranno indossare all'interno dell'hammam; le donne invece dovranno utilizzare un proprio asciugamano e indossare mutandine durante il bagno (si consiglia pertanto di portarsene un paio asciutto di ricambio). La tariffa fissa comprende l'accesso al bagno e al bagno turco e una 'kassa', una rinvigorente strofinata con un guanto ruvido.
Le arti in Tunisia sono state enormemente influenzate dalla mescolanza di culture che contraddistingue il paese. Gli stili architettonici, per esempio, sono molteplici e spaziano dalle rovine puniche e romane fino alle casette dai tetti rossi di stile 'alpino' di 'Ain Draham, dall'architettura islamica delle medine arabe alle strutture berbere del sud.
Malouf, che significa 'normale', è il nome di una forma musicale di stile arabo tradizionale che è diventata una sorta di istituzione nazionale in Tunisia. I principali stili di musica tunisina classica comprendono il 'nouba' (il più antico, di origine andalusa), il 'chghoul' e il 'bachraf' (di origine turca). Tra i migliori musicisti, cantanti e compositori del paese si ricordano l'El-Azifet ensemble (un gruppo completamente femminile: una rarità in questa parte del mondo), Khemais Tarnane, Raoul Journou, Saliha, Saleh Mehdi, Ali Riahi, Hedi Jouini e Fethia Khairi, ma sarà ben difficile che ne sentiate parlare al di fuori del paese.
In Tunisia, sono stati scoperti un numero notevole di pavimenti a mosaico che, grazie al clima caldo e asciutto del paese, si sono conservati in ottimo stato fino ai giorni nostri. I mosaici risalgono soprattutto al periodo compreso tra il II e il VI secolo d.C. e provengono per la maggior parte da case private e bagni pubblici. Il Museo del Bardo di Tunisi ne vanta una straordinaria collezione, così come il Museo El-Jem.
Introdotta per la prima volta dai francesi, la pittura è oggi un'arte ben affermata a Tunisi, con stili che spaziano dalle forme geometriche di Hédi Turki alle intricate e armoniose calligrafie arabe di Nja Mahdaoui. Durante il dominio francese, molti europei si recarono in Tunisia per trovare ispirazione sotto il caldo sole nordafricano; il più famoso è forse Paul Klee, che approdò in Tunisia per la prima volta nel 1914. Le moderne gallerie d'arte si trovano soprattutto nell'area di Tunisi e, in modo particolare, nel paradiso degli artisti di Sidi Bou Saïd.
Il piatto nazionale tunisino è il 'couscous', che, insieme al pane, costituisce la base della dieta quotidiana. Il couscous è semola di grano duro; viene in genere servito in una grande ciotola accompagnato da stufato di carne e dall'immancabile 'harissa' (salsa di peperoncino). Ecco alcuni altri piatti tunisini assai popolari: 'briq', un involucro di pasta molto sottile e friabile farcita in vari modi e fritta; 'chorba bil djej', un denso brodo di pollo cui viene aggiunta della pastina a forma di riso; 'kammounia', stufato di carne insaporito con abbondante cumino; 'lablabi', minestra di ceci servita su un letto di pezzi di pane e condita con l'harissa; 'salade mechouia', insalata piccante a base di pomodori, peperoncini verdi e peperoni, tutti cotti alla griglia. La 'baklava' è una delle tante golose tentazioni per il viaggiatore che ama i dolci: si tratta di strati di pasta farciti con nocciole tritate e miele.
Caffè e tè sono bevande molto diffuse. L'unico alcolico di produzione locale è un robusto distillato di fichi chiamato 'boukha'.

Ambiente

L'immagine della Tunisia come di un piccolo triangolo di terra stretto tra gli sconfinati territori delle sue vicine africane, Algeria e Libia, non rende giustizia alle dimensioni di questo paese che, in realtà, non sono di molto inferiori alla maggior parte degli stati europei affacciati sul Mediterraneo. Il mare Mediterraneo bagna circa il 40% dei confini della Tunisia, con Sardegna e Corsica situate a nord, e Malta e Sicilia al largo della costa nordorientale.
La Tunisia settentrionale gode di un clima tipicamente mediterraneo, con estati calde e asciutte (giugno-agosto) e inverni miti e piovosi (dicembre-febbraio). A Tunisi, le temperature massime raggiungono i 32°C e non scendono mai al di sotto dei 6°C. Le montagne del versante nordoccidentale vedono qualche sporadica nevicata, mentre tanto più si scende verso sud, tanto più il clima si fa caldo e asciutto. La piovosità annua passa da 1000 mm nel nord a 150 mm nel sud, ma in alcune aree del Sahara la pioggia non scende per anni e anni. Il punto più basso della Tunisia si trova a Chott el-Gharsa, 17 m sotto il livello del mare, e il suo punto più alto è Jebel Chambi a 1544 m.
È la quantità di pioggia a determinare la distribuzione della vegetazione in Tunisia. I monti della Kroumirie nel nord-ovest registrano la maggior quantità di precipitazioni e una forte concentrazione di sugheri e lecci sempreverdi. Il corbezzolo è una pianta molto diffusa che produce frutti dal colore rossastro intenso (che i ragazzini vendono per strada nel mese di dicembre) e si ricopre di frotte di fiori bianchi profumati in autunno. Nelle piccole piane del Tell si incontrano macchie di pini d'Aleppo, mentre nella foresta di Acacia raddiana del Parco nazionale di Bou Hedma si possono osservare le ultime tracce della savana cancellata dal Sahara. Le piane disboscate del meridione sono in gran parte ricoperte di sparto, mentre man mano che si scende verso sud la vegetazione cede il passo al deserto e alle sporadiche oasi.
La fauna della Tunisia ha attraversato periodi molto difficili nel corso della storia. Gli elefanti da guerra al servizio di Annibale e i leoni impiegati nei crudeli giochi delle arene romane, entrambi estinti al giorno d'oggi, sono state le prime due specie a rimanere vittima dell'intervento di popolazioni straniere. Avidi di trofei di caccia, i francesi portarono sull'orlo dell'estinzione diverse specie, tra cui il cervo di Barberia e alcune specie di gazzella. Queste ultime sono attualmente protette dallo stato. Due specie di antilopi, l'addax e l'orice, lo struzzo e la pecora di Barberia, sono stati reintrodotti nel Parco Nazionale di Bou Hedma. Nelle foreste del nord, potrete incontrare il solitario cinghiale, manguste, porcospini e genette (spettacolari gatti carnivori arboricoli). I mammiferi del sud comprendono gerbilli, volpi, lepri e gundi, roditori simili allo scoiattolo. Il fennec notturno dalle grandi orecchie sensibili, in passato diffuso nei deserti, è un animale oggi estremamente raro nella foresta. Il varano del deserto, un parente del goanna australiano e del drago di Komodo indonesiano, è abbastanza diffuso, così come lo sono vipere, rinoceronti e scorpioni.
La quantità di uccelli presente in Tunisia è impressionante: sono state registrate più di 200 specie di uccelli tra cui cicogne migratrici, falchi, aquile, coloratissimi gruccioni e ghiandaie, e un gran numero di uccelli di ripa e uccelli acquatici. La mancanza di specie endemiche rende la Tunisia poco attraente agli occhi dei bird-watcher più esigenti, ma è senz'altro un luogo ideale per ammirare grandi varietà di uccelli in un clima mite e a poca distanza da città e da altri luoghi di interesse. Il Parco nazionale di Ichkeul, facilmente accessibile da Tunisi e dalle località del nord, è un paradiso per uccelli acquatici di ogni tipo.

Letture consigliate

Storia dei popoli arabi

di Albert Hourani (Mondadori, Milano 1998; in due volumi) Spiega l'evoluzione delle società arabe musulmane trattando in modo approfondito vari aspetti della vita religiosa, culturale e sociale.

La civiltà africana. Introduzione a una storia culturale dell'Africa

di Basil Davidson (Einaudi, Torino 1997) È una trattazione sul continente africano scritta da uno dei maggiori esperti dell'Africa.

In piena notte

di Gianni Farinetti (Mondadori, Milano 2002) Le rovine di Cartagine e la morbida luce invernale della costa tunisina fanno da sfondo a questo romanzo, il cui scenario di composta malinconia da cui prende le mosse è destinato a essere sconvolto da una tragedia di proporzioni inaudite.

Islam

di Luca Mozzati (Electa, Milano 2002) Presenta anche ai lettori non specialisti l'originalità e il significato dell'arte islamica, in un affascinante viaggio fotografico che ci porta dalla Palestina alla Siria, dalla Tunisia alla Spagna e ancora oltre.

I mosaici romani di Tunisia

a cura di F. Ghedini (Jaca Book, Milano 1995) È un prezioso volume appartenente alla collana 'Arte, storia, archeologia'.

Guida ai mari di Italia meridionale, Malta e Tunisia

di Jacques Anglès (Zanichelli, Bologna 1997) È un volume pubblicato nell'ambito della collana di nautica 'Guida ai mari'.

Tunisia

di Paolo Rinaldi (White Star, Vercelli 1998; collana 'Grandangolo') Illustra con l'ausilio di splendide fotografie le usanze, il folclore, i volti della gente tunisina e i panorami sconfinati che offre il paese.

La spartizione dell'Africa. 1880-1914

di Henri Wesseling (Corbaccio, Roma 2001) Descrive la grande epopea coloniale che vide gli stati europei spartirsi un intero continente.

Ifriqiya. Tredici secoli di arte e di architettura in Tunisia

(Electa, Milano 2001) Propone un viaggio attraverso la storia dell'architettura islamica maghrebina.

La statua di sale

di Albert Memmi (Costa & Nolan, Genova 1991) Lo scrittore è tunisino di nascita, ma vive a Parigi e scrive in francese; nelle sue opere esamina la crisi d'identità degli Ebrei nordafricani.

Costituzione

Repubblica in cui la costituzione attribuisce al presidente estesi poteri, da farne sia il capo dello stato sia del governo, eletto per cinque anni a suffragio universale diretto, al pari dei 163 membri dell’Assemblea nazionale, 144 dei quali appartengono al Raggruppamento Costituzionale Democratico.

Situazione politica

Il Presidente in carica Ben Ali sta ricoprendo il suo terzo mandato ed è la figura dominante della vita politica alternata solamente dalla presenza di Hamed Karoui, il primo ministro. La disoccupazione al 13% rappresenta il principale problema sociale del paese, nonostante questo, le condizioni di vita sono generalmente buone con un prodotto interno lordo pro capite pari a 4250$.

Economia

Il turismo è ancora il settore trainante della Tunisia, le esportazioni di petrolio non superano il 25%, altre esportazioni riguardano i tessuti, i prodotti chimici e i fertilizzanti. I principali scambi commerciali avvengono con Italia, Germania, Stati Uniti e Francia, mentre l’agricoltura sfrutta circa il 50% del territorio con coltivazioni di mais, frumento, avena, datteri, olive ed arance, ma il 40% dei prodotti alimentari deve essere importato. Per quanto riguarda le estrazioni minerarie, la Tunisia è il sesto produttore al mondo di fosfati, mentre la pesca è un settore in costante sviluppo e riguarda prevalentemente tonni e sardine, con un pescato annuo sulle 95.000 tonnellate.

 

 Burocrazia e sanità in cifre

Visto

Non occorre

Passaporto

In corso di validità per tutto il soggiorno

Febbre gialla

Non occorre

Profilassi antimalarica

Non occorre

 

Quando andare

E' consigliabile visitare la zona settentrionale del paese tra metà marzo e metà maggio, oppure da settembre all’inizio di dicembre. Sconsigliabili i mesi di luglio e agosto quando il caldo diventa insopportabile ed i prezzi salgono alle stelle viso che sono i mesi dei vacanzieri di massa. La zona semi desertica del sud è invece più agevole da visitare in primavera nei mesi di aprile e maggio, oppure da metà settembre a dicembre.

Burocrazia e visti

Nel caso decideste di viaggiare con la vostra auto, ricordatevi di portare con voi tutti i documenti compresi libretto di circolazione ed eventuale carta verde perchè durante la tratta dovrete far vidimare il passaporto e ottenere il foglio di circolazione dell'auto. Se dimenticate i documenti in auto dovrete attendere l'apertura del garage a Tunisi per poter far registrare la vostra auto con ritardi micidiali!

Telefono

Per chiamare l’Italia il prefisso è lo 0039, mentre quello per la Tunisia è 00216 seguito dal prefisso della località senza lo zero, e dal numero desiderato. La rete telefonica tunisina è moderna ed efficiente, i telefoni pubblici sono riconoscibili da un insegna gialla e dalla presenza di un inserviente che cambia le monete.

Vaccinazioni

Non occorrono vaccinazioni in Tunisia, ma come regola fondamentale che vale un po' per tutti i viaggi

Da mettere in valigia

Per la primavera e l’autunno un vestiario equivalente a quello stagionale nell’Italia centro-meridionale può andare bene, il discorso cambia in inverno e in estate. Nelle visite alle città durante l'inverno, tenendo presente che incontrerete delle piogge, è consigliato un abbigliamento tipo tardo autunnale. Più a sud si può passare dalla piacevole temperatura mite diurna, ad un deciso gelo notturno, quindi una buona giacca a vento e un sacco a pelo da usare negli alberghi sprovvisti di riscaldamento, sono indispensabili. Nel periodo estivo, sono consigliati abiti leggeri e comodi, evitando jeans e derivati, oltre naturalmente ad un copricapo. Una piccola farmacia da viaggio e farmaci personali, completeranno il vostro bagaglio.

Elettricità

Nella maggior parte della Tunisia, la corrente è a 220V, anche se in alcuni luoghi e possibile incontrare ancora la 110V, le prese sono a due buchi rotondi come in Europa.

 

 

 

 

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata Italiana in Tunisia

3 Rue de Russie,1002 Tunisi, tel.01-321811, fax 01-324155

Ambasciata di Tunisia in Italia

Via Asmara 7, 00199 Roma, tel.06-8603060

Consolato di Tunisia in Italia

Roma, Via delle Egadi 13, tel.06-87183159

Consolato di Tunisia in Italia

Genova, Via XX Settembre 2, tel.010-5702091

Consolato di Tunisia in Italia

Napoli, Centro direzionale isola F 10, tel.081-7345161

Consolato di Tunisia in Italia

Palermo, Piazza Ignazio Florio 2, tel.091-328996

 

Indirizzi utili turismo e cultura

Ente del Turismo in Italia

Via Baracchini 10-20123 Milano, tel.02-86453026 

Ente del Turismo in Italia

Via Calabria 25-00187 Roma, tel.06-42010151

Tasse di ingresso e di imbarco

Al momento del rientro in Italia non si paga nessuna tassa di imbarco. La tassa aeroportuale di TD8 o portuale di TD2, sono già comprese nei biglietti dell’aereo e del traghetto.

All'arrivo al porto di Tunisi spesso (non sempre) è richiesta una marca da bollo da un dinaro da applicare al foglio sostitutivo del libretto di circolazione, quindi cambiate un po' di denaro a uno degli sportelli di cambio presenti al porto (non cambiano grossi tagli).

Mangiare

Un pasto in un ristorantino economico con cucina tradizionale vi costerà da € 2 a 3,5, un ristorante medio applica prezzi da € 6 a € 9, mentre per qualcosa di più lussuoso o caratteristico arriviamo a cifre intorno a € 15 - 25, vino escluso.

Un’interessante alternativa sono le rosticcerie, dove vi sarà servito pollo arrosto e patatine fritte a non più di € 1,50. Tra i piatti tradizionali tunisini, il couscous servito con stufato di carne e salsa di peperoni rimane uno dei più caratteristici, ma si possono provare anche il briq, una sfoglia di pasta sottile farcita in vari modi; lo shakshuka, una zuppa vegetale a base di cipolla e peperoni verdi; kammounia, stufato di carne insaporito con cumino; harissa, è una pasta piccantissima che accompagna praticamente tutti i piatti.

Posta e telefono

Il servizio postale tunisino è affidabile, in media una lettera per arrivare in Europa impiega una settimana. Gli uffici postali delle principali città rimangono aperti da lunedì al sabato dalle 8 alle 18, di domenica dalle 9 alle 11. In estate l’orario è dalle 7,30 alle 13.30, mentre di domenica rimane invariato. Nelle zone rurali gli orari cambiano da zona a zona, durante il mese del Ramadan l’orario postale dal lunedì al sabato è dalle 7,30 alle 13.30.

Il codice internazionale per la Tunisia è lo 00216, mentre per telefonare in Italia digitare il codice 0039.

Moneta, carta di credito e cambio

La moneta tunisina è il dinaro tunisino (TD), si divide in 1000 millesimi (millimes). Ci sono monete da 5, 10, 20, 50, 100 e 500 millesimi di dinaro, e banconote da 5, 10, 20, 30 dinari. Un dinaro tunisino equivale a circa € 0,79. In Tunisia non si hanno problemi a cambiare tutte le principali valute europee oltre naturalmente ai dollari USA. Le carte di credito più diffuse ed accettate senza problemi, sono la Visa e la MasterCard, ma nelle zone turistiche non ci sono problemi anche per l’American Express e la Diners Club.

 

Sanità

L’acqua di rubinetto è bevibile in quasi tutta la Tunisia, ma se preferite quella minerale non avrete problemi a trovarla ovunque. Attenzione ad alcuni cibi, come le cozze, ostriche o altri molluschi, oltre ai gelati venduti per le strade, ricordatevi pure di sbucciare sempre la frutta e di lavare la verdura con acqua sterilizzata. Comunque in genere a parte qualche problema gastrointestinale, con un po' di attenzione il vostro viaggio non dovrebbe incontrare particolari disavventure.

Sicurezza

La Tunisia è un posto abbastanza sicuro, rapine o furti sono rari.

 

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